Verso la XXIII Domenica Tempo ordinario (8 settembre)

visualizza(…) «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. (…) Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». 


Vivere da cristiani, seguire l’esempio di Gesù, significa andare controcorrente, impegnarci in una esigente lotta spirituale. Per questo Gesù è così duro. Non offre facili illusioni, immediati piaceri a basso costo…

– “SE…”: prima di approfondire le condizioni della sequela ci invita a domandarci seriamente: vogliamo seguirlo? Averlo come MAESTRO di vita? Se è così allora:

1- DEVO METTERLO AL PRIMO POSTO, prima ancora dei legami familiari. E non per manie di protagonismo, ma perchè è Lui che ci insegna ad amare veramente coloro che ci mette accanto: non c’è competizione. C’è piuttosto il rischio di amare me negli altri, di cercare il mio tornaconto mascherandolo con amore per gli altri. O di fare di un legame affettivo un LEGACCIO che schiavizza me e gli altri.

2- DEVO ACCETTARE LA CROCE: devo mettere in conto che ci saranno difficoltà, che la vita ha un suo peso che vale la pena di sostenere, che non devo fuggire o lasciarmi schiacciare da tale peso.

3- DEVO EVITARE DI FARE AFFIDAMENTO AI BENI MATERIALI: perchè se faccio i calcoli sulle mie risorse faccio ben poco, rischio quantomeno di vedere INCOMPIUTI i miei progetti o di CAPITOLARE di fronte agli avversari e alle avversità.
Se faccio conto su Dio (distaccandomi – spesso anche materialmente- dai miei beni), se faccio conto sul suo aiuto, sulle sue forze (“nulla è impossibile a Dio”) allora porterò a termine, cioè a buon fine, la mia vita, lasciando che Lui ne faccia un capolavoro che mai avrei immaginato di poter essere. Allora potrò trovarmi di fronte ad ogni forza avversaria e rimanere saldo, vincente.

Due annotazioni finali:


A- ogni volta che Gesù usa il VOI è duro, esigente, spesso provocatorio nel voler scuotere le nostre coscienze e spronarci a cambiare vita. Quando usa il TU, quando si trova di fronte alla persona singola, con le sue fragilità e le sue paure, ecco trasformarsi in un fratello misericordioso capace di vedere in noi le potenzialità per riprendere il cammino. Senza mai evidenziare le nostre fragilità, ma piuttosto donando speranza e novità di vita. 

B- oggi è il COMPLEANNO di Maria. Come ad una mamma che amiamo, ci rivolgiamo a lei con affetto chiedendogli, come sta facendo con forza il Papa, di intercedere per la pace.
P. Stefano Liberti

L'autore

Padre Stefano

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