Universitari romani, «testimoni» a Pompei

Sabato 20: 3500 studenti degli atenei, pellegrini al Santuario mariano con dal Covolo e Tuzia

POMPEI. Erano circa 3500 gli studenti universitari della diocesi di Roma, convenuti ieri a Pompei, assieme a molti professori, per vivere l’ottava edizione della festa di accoglienza delle matricole, organizzata dall’Ufficio per la pastorale universitaria. I giovani sono stati accolti da un messaggio dell’arcivescovo della città mariana, Carlo Liberati, che ricordava loro che «il cristiano non è uno che sta seduto, ma una persona in cammino verso un futuro d’amore.

È necessario, conoscere, incontrare, amare il Gesù dei Vangeli. Allora sarete costruttori di storia e non spettatori di cronaca». La mattinata ha preso il via con la lettura del messaggio di Benedetto XVI che auspicava «che questo pellegrinaggio susciti nei giovani una fervida adesione a Cristo, contemplato con Maria, mediante la preghiera del Rosario e un nuovo slancio in testimonianza dei perenni valori della fede cristiana attraverso un generoso impegno di fraterna solidarietà». Una serie di testimonianze si sono, poi, alternate a canti e coreografie.

Significative le esperienze di Fabiana, 22 anni laureata in sociologia e Simona 25, specializzanda in filosofia morale, che vivono a Scampia, il quartiere tristemente noto della periferia di Napoli. Entrambe operano in progetti contro la dispersione scolastica trasmettendo ai ragazzi il proprio amore per lo studio. Il loro auspicio è che davvero si costruisca il polo universitario a Scampia, per trasformare la cosiddetta piazza dell’illegalità in un presidio di cultura. Il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense, ha svolto la catechesi sul tema: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5) invitando i giovani a conoscere di più Gesù e ad amarlo, essendo radicati in lui e mettendolo a fondamento della propria vita, perché questa è l’unica via che porta alla risurrezione. Nel pomeriggio, nel Santuario mariano, la Messa presieduta dal vescovo ausiliare della diocesi di Roma, Benedetto Tuzia, che, riprendendo il tema della giornata, ha esortato i giovani ad un «fare» creativo, poetico (secondo la radice del verbo greco «poieo»), vivendo anche in modo bello le proprie vite.

Loreta Somma (Avvenire, 21.11.10)

L'autore

Padre Stefano

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