Una “beauty farm” dello Spirito


Gli esercizi spirituali e gli spazi di spiritualità
nella vita quotidiana.

Il prete è tenuto ogni anno a partecipare ad una settimana di esercizi spirituali per rinvigorire la sua spiritualità, verificare e approfondire la sua scelta di vita, rendere autentico ed incisivo il servizio per la sua comunità ecclesiale.
È’ secondo questi obbiettivi e in spirito di obbedienza che anche i vostri sacerdoti hanno partecipato, nel mese di novembre, agli esercizi spirituali: p. Stefano, con alcuni confratelli Cric, a Bose in Piemonte, ospite della comunità monastica fondata da Enzo Bianchi, e p.Livio a Sacrofano, seguendo la proposta della Diocesi di Roma rivolta in particolare ai Parroci.
In cosa consistono gli esercizi spirituali? In un USCIRE da se stessi (dal proprio vissuto quotidiano e dal luogo dove si svolge la routine pastorale) per ENTRARE in una dimensione spirituale dove Dio possa trovare spazio per parlare e agire liberamente. Ti immergi in un luogo di preghiera, nel SILENZIO interrotto solo dall’ ascolto di un predicatore che, due volte al giorno, propone meditazioni attinte dalla parola di Dio e incarnate nella vita di oggi. Vieni inoltre accompagnato dalla preghiera comunitaria finalmente libera da preoccupazioni pastorali e da impegni che sembrano sempre prioritari. Sperimenti che la fonte dell’ agire non risiede in noi, ma in Dio che fa scaturire la sua acqua di vita in te, a condizione di essere recettivo e di non inquinare con le tue scorie quel dono fatto a tutti i fratelli che camminano con te.
Come fossero esercizi fisici, riscontri la fatica iniziale di abbassare le difese personali, di ritrovarti padrone di tanto tempo “libero” da impegni, di non poter accampare scuse nel ridonare a Dio la tua vita e, a Lui, affidare le relazioni costruite, i successi e i fallimenti, le ansie e le speranze, le angosce di chi fatica a portare il peso di una vita dura, di ferite profonde che lacerano il cuore e annebbiano la vita negando prospettive di speranza. E ancora l’immagine degli esercizi fisici ricorda il pericolo di relegare a pochi giorni l’anno, l’impegno di rinvigorire la dimensione spirituale troppo spesso emarginata e dimenticata poi nella vita quotidiana.
È qui, del resto, che si gioca la nostra vita: questa risulta autentica e dunque felice, serena, pacificata soltanto se ogni giorno le riserviamo uno spazio spirituale che l’alimenti e le doni speranza e carità. Come fare quando non si ha la “fortuna” di essere preti, ma si vive l’impellente e inderogabile impegno familiare e lavorativo? I consigli sono tanti, ma rischiano di essere illusorie e utopistiche esortazione se non trovano una concretizzazione personale che è necessariamente diversa per ciascuno di noi. Sarebbe utile pensare ad una REGOLA DI VITA che ci guidi nel quotidiano e che ci indichi la direzione del cammino mettendoci accanto STRUMENTI e TAPPE da utilizzare.
Provo ad elencarne alcune: il confrontarsi periodicamente con un “direttore spirituale” che ci aiuti a verificare il cammino fatto e a raddrizzare eventuali storture; avere dei tempi quotidiani di preghiera che cadenzino la giornata, magari sostenuti dalla comunità parrocchiale (perché pregare insieme è uno strumento potente), da uno spazio visibile destinato, nella casa o nella propria camera, ad alcuni momenti di preghiera; sfruttando oppure i momenti “morti” come i tragitti in macchina per ascoltare trasmissioni spirituali come quelle offerte da Radio Maria o per pregare il Rosario. Torniamo inoltre alle antiche usanze di BENEDIRE la mensa prima di cominciare i pasti e, in questo tempo di Avvento, a trovare spazio e tempo per allestire il PRESEPE e la corona d’avvento. E riappropriamoci della DOMENICA come giorno del Signore, della comunità, del riposo e della famiglia, magari approfittando delle proposte che la Parrocchia offre per vivere al meglio un giorno così importante: dalle celebrazioni eucaristiche al film pomeridiano, dall’oratorio come spazio di svago e di incontro alla riscoperta di luoghi sacri di cui la nostra città è così ricca. Riprendiamo in mano la BIBBIA, almeno per leggere in anticipo (e magari meditarle prima) le letture della Messa domenicale. Mettiamola in un posto visibile nella casa. Approfittiamo dei mezzi di comunicazione che la Chiesa ci offre: dal quotidiano Avvenire ai molteplici settimanali o mensili, dalle radio cattoliche alle trasmissioni televisive, dai siti web cattolici ai film che diano respiro alla vita autentica (a proposito: non perdete “Uomini di Dio”)…
Sono solo alcuni stimoli. Cosa ci blocca? Solo gli impegni pressanti? O forse tante forme di “pigrizia spirituale”, di accomodamento borghese, di mediocrità rilassante? Facciamoci queste domande e impegnamoci concretamente a rinvigorire il nostro cammino. La meta è una vita autentica, beata, felice, eterna. Non è poca cosa. (p.S.L.)

L'autore

Padre Stefano

Un commento

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  • caro “direttore spirituale”,
    è riflessivo leggere questo post, in pochi minuti, passa alla mente la mia vita,mi rendo conto che il cammino quotidiano spirituale che avevo fino qualche tempo fà,ora non c’è più.
    Tra le domande che suggerisce viene spontaneo chiedermi e chiedere:
    -come può succedere che una persona perda l’interesse per Dio, per pregarlo, per ringraziarlo,lodarlo…ecc,al punto di considerare la domenica un qualsiasi altro giorno?
    -con questa “sbandata” come posso raddrizzare le storture e cercare uno stimolo per essere contenta che arrivi il S.Natale?

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