Settimana di convivenza. Il racconto dei nostri giovani!

Iniziata domenica 24 ottobre e terminata sabato 30, è stata una settimana straordinaria vissuta nell’ordinario: condividendo spazi e orari, preghiera e pasti, incontri e amicizia, ma mantenendo gli impegni scolastici o lavorativi. Tra i “magnifici 12” c’erano anche tre nostri giovani: Alex, Andrea e Cecilia. Insieme ad altri rappresentanti delle Parrocchie Cric di Roma e a tutti i Padri (che si sono alternati nell’offrire momenti di riflessione e celebrativi) hanno vissuto la prima (e, siamo sicuri, non ultima) settimana di convivenza nella Casa Generalizia dei Cric.
Oltre alla preghiera mattutina, alla celebrazione eucaristica e alla cena, sono state curate particolarmente le serate passate insieme: una per approfondire la conoscenza della comunità Cric (con p.Riccardo e p.Tino in collegamento skype dal Brasile), una per vivere la lectio divina, una per andare insieme al cinema, una per ritrovare il gruppo ben più ampio che si prepara all’evento della GMG e tanto altro ancora con non mancheremo di raccontarvi.

Se dovessi scegliere una frase “motto” di questa esperienza di comunione, il mio motto sarebbe:
“Che l’albero della nostra fede possa essere ‘casa di fede’ per gli altri, come gli alberi ospitano i nidi degli uccelli ed offrono riparo dalla calura”.
L’esperienza di comunità che abbiamo vissuto è stata un segno del Suo Amore, ed un esempio di Chiesa, allo stesso modo dei primi cristiani che nella vita comune sperimentavano l’Infinito e godevano della presenza di Dio nella loro comunione.
Questa è stata una settimana davvero unica, non un campo-scuola, ma una costante ricerca di Dio nella preghiera e negli occhi di chi ci sta intorno. Non siamo approdati a lidi lontani per trovarLo nella nostra preghiera e nel nostro silenzio: eravamo a due passi da casa, nella quotidianità della nostra vita, del nostro lavoro, dei nostri amici.
E’ davvero bello sperimentare e “toccare con mano” che Lui è veramente presente “dove due o tre sono riuniti nel Suo nome”. Non è necessario cercarlo in posti isolati, bellissimi e silenziosi. Lui è davvero dentro ciascuno di noi, basta aprire un po’ gli occhi e soprattutto il cuore!
Al termine di queste mie riflessioni, devo un Grazie enorme ai sacerdoti che si sono avventurati in questa esperienza, e soprattutto ci hanno guidato e accompagnato nella preghiera, nelle riflessioni e nella quotidianità come veri Padri.
Un ultimo importantissimo Grazie a tutti i compagni di questa meravigliosa settimana.
Cecilia

“Che senso ha la mia vita…Io non servo a nulla…”
E sentendo queste parole, nell’incontro di Giovedì sera con tutti i ragazzi CRIC, mi sono venute in mente 2 immagini… Gesù che lava i piedi ai Suoi discepoli dicendo: Non sono venuto per essere servito, ma per servire; e l’altra, quando Maria dice: Eccomi, sono la serva del Signore.
Dunque la mia vita prende senso nel “servire” il mio prossimo, e nel servirlo per mezzo dell’Amore ricevuto da Dio.
E’ solo nell’Amore vero che la vita diventa Eterna.
E allora, questa settimana ha segnato il mio cuore, facendomi comprendere che siamo qui, tutti noi, non per negare il male, ma per affermare il bene; tutto ciò è possibile se ci affidiamo al Padre totalmente, mettendo tutta la nostra vita al Servizio Suo e di tutte le Sue creature.
Grazie a tutti per avermi indicato la “Strada” non con il dito ma con il vostro cammino. Andrea

Più volte in questi giorni mi sono trovato a parlare con gente esterna riguardo a questa esperienza che ho vissuto… sinceramente, alla domanda “che cos’è una settimana di convivenza?” mi sono ritrovato un po’ in difficoltà nel rispondere…
La gente si aspettava qualcosa di straordinario, qualcosa di inimmaginabile, e forse era quello che mi aspettavo anch’io quando p.Stefano mi ha proposto di partecipare. E invece in questi giorni non ho trovato nulla al di fuori dell’ordinario (beh forse la sveglia alle 6.45…!); non so come sono abituati gli altri ragazzi, ma per me è normale, al rientro a casa, davanti al tavolo durante la cena, condividere con i familiari le vicende della giornata. E direi per fortuna!
La cosa nuova, indubbiamente, è stato lo spirito con cui iniziare e affrontare la giornata, quei momenti di preghiera che, normalmente, per mancanza di tempo e per “stanchezza”, non riusciamo ad inserire in una normale giornata a casa propria. E proprio da qui penso di dover ripartire; non dedicare a Dio solo quei 10 minuti prima di andare a dormire, non “emarginare” Dio solo alla messa domenicale.
Ci riuscirò?
Questa sarà la domanda a cui iniziere a dare una risposta già nei minuti immediatamente successivi all’uscita dalla Casa.
Per finire, i ringraziamenti doverosi ai sacerdoti che hanno dedicato tempo nell’organizzazione e nella presenza, in questa settimana.
E’ stata un’occasione per conoscere un po’ meglio ed avere un dialogo con sacerdoti che fino a qualche giorno fa mi limitavo a salutare in incontri più o meno casuali, per strada, o ad incontri organizzati.
Un ringraziamento particolare a “nonno” Mario, perché la sua presenza ha davvero arricchito la mia esperienza di convivenza. Alessio

L'autore

Eugene Marsden

Leave a Reply

Your email address will not be published.

 

Copyright © 2013. Created by Creative English. Powered by WordPress.