“Plautilla”, la prima bibliolibreria gratuita in un Dipartimento di salute mentale

A Monteverde nasce uno spazio pubblico dove donare, ricevere o scambiare libri usati. Ma soprattutto un luogo di socializzazione per lettori, operatori e ospiti del Centro diurno Giovagnoli 
di Redattore Sociale, http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=10549

Le pagine web dell’associazione Monteverdelegge

Nel cuore di Monteverde, a Roma, all’interno del Centro diurno Giovagnoli (Dipartimento di salute mentale, Asl Roma D) è nata a gennaio 2013, grazie ad una iniziativa dell’associazione Monteverdelegge, la prima Bibliolibreria gratuita d’Italia: “Plautilla”. Il nome, come sottolineano le socie fondatrici, Maria Teresa Carbone, Maria Cristina Reggio e Silvia Nono, è un omaggio a Plautilla Bricci, grande artista del ‘600 legata al territorio «oggi ingiustamente dimenticata», prima donna architetto dell’era moderna. La bibliolibreria è aperta a tutti il lunedì (dalle 14 alle 19.30) e il giovedì (dalle 17 alle 19.30) in uno spazio pubblico, il Centro diurno del Dipartimento di salute mentale, destinato alla lettura e alla conversazione, ma prima ancora all’incontro e allo stare insieme. Un luogo aperto e accogliente che coinvolge non solo i lettori abituali ma anche le persone con disagio psichico, che grazie alle diverse attività (letture ad alta voce, incontri, laboratori di traduzione poetica) si propone di trasformare l’accesso ai libri in un momento di relazione all’interno del quartiere.


«I libri vengono reperiti grazie a donazioni private di abitanti del luogo e fuori zona –spiega una delle socie volontarie di Monteverdelegge -. Per esempio Lisa Ginsburg ci ha fatto una cospicua donazione, oltre 800 volumi di grande pregio. Il livello generale dei titoli che ci portano è sempre medio alto; accettiamo tutti i generi, tranne libri scolastici e universitari e manuali specialistici. Nella bibliolibreria ci sono anche volumi solo in consultazione sul posto: si tratta di libri di un certo valore anche “estetico” o “storico”». L’incontro tra visitatori e operatori è il cuore del progetto. «Lo spazio – continua la volontaria – ci è stato messo a disposizione dal Centro diurno Giovagnoli, grazie all’impegno e alla sinergia che si è creata con Patrizia Vincenzoni, psicologa del Centro che ospita utenti con disagi psico-sociali. Chi viene a Plautilla sa che trova noi volontari e certe volte anche gli utenti del Dsm impegnati in diverse attività. Il visitatore ideale passa da noi per prendere un paio di libri, farsi consigliare nella scelta, consegnare magari un paio di altri libri in cambio (ma non è necessario), fermarsi a chiacchierare o partecipare alle iniziative in corso,anche solo mettersi in ascolto. C’è chi viene semplicemente per leggere in santa pace».

Il progetto è supportato da un’interfaccia web che comprende l’account “aNobii” dove è possibile consultare il catalogo online degli oltre 5000 volumi raccolti. Tutti i testi regalati da chi prima li ha letti, posseduti e amati, vengono messi a disposizione delle persone che possono scegliere se tenerli per sé o riportarli indietro. «La reazione generale registrata fino ad ora – conclude la volontaria – è di sorpresa, entusiasmo e voglia di scambiare parole, insieme a una sorta di timidezza nel partecipare alle iniziative collaterali. Una volta sperimentate però scatta il passaparola!». La filosofia di Plautilla? Socializzare grazie ai libri.

4 giugno 2013

L'autore

Padre Stefano

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