p.Daniele Mazza e la Giornata Missionaria Mondiale

Domenica prossima, 24 ottobre, la Chiesa Mondiale ricorda la sua dimensione missionaria e ci invita a sensibilizzarci circa le Chiese giovani e i tanti missionari che sono al loro servizio.
Tra questi c’è p.Daniele Mazza, giovane missionario del PIME, nonchè nostro parrocchiano. Di seguito presentiamo parte di una sua recente lettera in cui racconta la sua nuova vita in Thailandia e alcune foto.
Le nostre Messe festive saranno presiedute da alcuni suoi confratelli del PIME che vivono nella Casa Generalizia presente nel nostro territorio parrocchiale. Le offerte raccolte nelle Messe saranno devolute per le loro missioni.

Qui la differenza tra le stagioni non si sente molto e così, per me, luglio-agosto-settembre sono passati quasi senza che me ne accorgessi. In questi mesi sono successe tante cose e non saprei da dove cominciare a raccontare. Ormai lo studio della lingua sta per finire. Il 27 di novembre darò l’esame finale di thailandese che corrisponde al nostro esame di quinta elementare. Ecco il nostro livello dopo 2 anni in cui si studia tutti i giorni!!! Comunque ormai mi sento a mio agio: capisco e riesco a comunicare…anche se qualche volta ancora mi perdo…per esempio il mese scorso ho comprato un dentifricio al sapore di sale pensando che fosse con i sali minerali. Quando mi lavo i denti mi sembra di avere in bocca un cucchiaino di sale grosso !
Ho finalmente ricevuto anche la mia destinazione: resterò nella nostra parrocchia di Bangkok e, a partire da dicembre, il mio lavoro sarà soprattutto con i ragazzi delle case-famiglia e negli slums. Quando l’ho saputo sono stato contentissimo perchè educare questi ragazzi (nonostante le difficoltà) è cosa bellissima e anche andare ad incontrare la gente negli slums è una delle cose più straordinarie perchè si entra a contatto con una umanità che fa capire tante cose, che fa crescere, che fa vacillare, fa dubitare, ma anche vedere la grazia di Dio all’opera nelle situazioni e nelle cose a dispetto di ogni nostra miseria. Qualche mese fa andando nello slum con una delle nostre catechiste, abbiamo scoperto che una delle mamme il cui figlio aiutiamo con le adozioni a distanza, ci ha imbrogliato. Ha falsificato alcune ricevute della scuola per chiedere più soldi…e non da usare per il figlio, ma per andarseli a giocare a carte. E non era la prima volta. Così siamo andati ad incontrarla per parlare e lei era lì che giocava d’azzardo a testa bassa. Noi l’abbiamo salutata e lei non ha neanche alzato la testa e non ha detto parola (forse per la vergogna? Chissà…la nostra catechista mi dice che quella donna in realtà non si vergogna affatto! Non gli interessa niente). Io avevo il sangue che iniziava a bollire (forse per il caldo) e chiedo alla catechista cosa pensa di fare. Così andiamo a parlare con la mamma di questa donna la quale mostra la sua vergogna ma ci dice che non possono restituire i soldi in più che hanno preso. La catechista mi dice che lei pensava di toglierla dalla lista e di aiutare qualche famiglia povera più meritevole (e io sarei stato d’accordo)…ma poi mi dice: “Padre, ma Gesù è venuto proprio per questi disgraziati! Questi sono i poveri che il Signore ama in maniera privilegiata. Gesù è venuto per i malati e per i peccatori…non tanto per i giusti, gli onesti, per chi si comporta bene”.
E’ vero. Ha ragione…penso dentro di me. E ringrazio il Signore che attraverso questa catechista mi ha ricordato ancora una volta il senso della nostra presenza qui negli slums.
Noi cristiani abbiamo un pò troppo idealizzato i poveri dicendo che essi sono contenti del poco che hanno, che sono più liberi di noi, che si fidano di più di Dio. A volte è così…e si incontrano degli esempi eccezionali, ma il più delle volte i poveri che si incontrano negli slum sono un concentrato di tutte le nostre miserie. Con loro ci vuole una pazienza che va oltre quella umana e che deve essere costantemente illuminata dalla fede, dal Vangelo…se no c’è il rischio di pensare troppo in modo umano, con i nostri standard, e molti di questi poveri li manderesti a quel paese e li abbandoneresti alla loro testardaggine e chiusura.

Così, dopo averla fatta riflettere su ciò che hanno fatto, diciamo alla mamma della donna che il prossimo semestre della scuola dovranno pagarlo loro…ma che comunque continueremo a sostenerli con l’adozione a distanza per gli anni prossimi.

Da maggio, in tutti gli slums, abbiamo anche iniziato a fare la condivisione sulla Parola di Dio. Si legge assieme un brano del Vangelo (in genere una parabola), noi la spieghiamo e poi chiediamo alla gente (tutti buddisti) di condividere cosa pensano loro e se vedono la loro esperienza riflessa nella parabole che raccontava Gesù. E’ bello vedere i frutti di queste condivisioni. L’ultimo è stato l’aiuto che questo gruppo di donne che si incontra per pregare ha dato ad una ragazza malata di AIDS che si prostituiva. Insieme hanno deciso di darle un lavoro da fare per non farla tornare in strada.Un altro è stata la disponibilità di alcune donne ad andare a fare il bagno ad alcune anziane che vivono da sole nello slum e che non ce la fanno a lavarsi se qualcuno non le aiuta.

Un’altra cosa bella è successa ad agosto il giorno della festa della mamma. Una delle mamme dei nostri bambini che non visitava le sue due figlie da più di 5 anni, è venuta a trovarle. E’ stata un pò come la parabola del filgiol prodigo al contrario! Qui ad andarsene è stata la mamma e le due figlie l’hanno attesa tanto! Spesso, quando andavo a trovarle, le due ragazzine mi chiedevano dove fosse la mamma e perchè non si facesse sentire. L’anno scorso durante la festa della mamma piangevano e la più piccola continuava a chiedermi: “Ma perchè mamma non viene?”. Ad agosto finalmente ha chiamato per telefono e ha detto che sarebbe venuta. Quando è entrata dal cancello la figlia più piccola le è corsa incontro e l’ha abbracciata forte…ma quella più grande è rimasta più fredda.

La mamma era un pò dispiaciuta…sicuramente si sentiva in colpa. Io ho cercato di incoraggiarla e le ho proposto di venire da noi più spesso per stare più tempo con le figlie…magari di fare qualche giorno di vacanza insieme loro tre. Andranno nel nord della Thailandia a metà ottobre quando c’è la chiusura del primo semestre scolastico. Credo ci vorrà un pò di tempo affinchè la ragazza più grande riesca a perdonare o comunque a dare un’altra possibilità alla mamma…ma noi cercheremo di aiutarle…e comunque già il fatto che si siano incontrate per me vuol dire tanto.

Beh…io continuo a ricordarvi nella preghiera e vi affido tutti i ragazzi delle case-famiglia. Prega per loro e per i loro genitori.

Un abbraccio
p. Daniele

L'autore

Eugene Marsden

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