La settimana di spiritualità degli universitari secondo Alex

Basta dare un’occhiata alle fotografie che circolano su facebook  per continuare a respirare il clima di festa e di allegria che ha contraddistinto la settimana di spiritualità dei giovani C.R.I.C.  a Temù. Le facce sono sempre sorridenti, sia che i soggetti fossero in posa, sia che fossero immortalati alla sprovvista, Romani e Bresciani sempre a ridere e scherzare insieme, volti distesi e pieni di gioia anche gli ultimi giorni quando la fatica delle camminate e la stanchezza accumulata nella settimana iniziava a pesare.

Certo, i momenti di serietà, di riflessione e di confronto non sono mancati,le messe,i momenti di preghiera (lodi,vespri e compieta) che scandivano il ritmo delle giornate,la veglia con i segni del pellegrino e le attività in cui abbiamo conosciuto il Concilio Vaticano II, il tema portante della settimana. Anche i sacerdoti si sono messi in gioco e nell’ultima attività sono riusciti a unire il serio e il faceto in una caccia francescana in cui l’oggetto della ricerca non era S. Francesco ma le diverse situazioni sociali analizzate dalla Gaudium et Spes. Ecco quindi Padre Gigi al telefono nelle vesti di un uomo d’affari mentre viene disturbato dal mendicante Padre Dario, Padre Giuseppe si improvvisa giornalista e il figlio dei fiori Padre Giovannino inneggia alla pace, il tutto col sottofondo musicale di Padre Stefano che intona (e fa intonare) canzoni d’amore!

La settimana è volata via tra compleanni (veri e finti, giusto per avere una scusa per preparare il dolce per la cena), camminate che “tranquilli è tutto in piano” e poi ti ritrovi su sentieri dalla pendenza incalcolabile, partite a biliardino, ping pong, pallavolo, calcio (Roma batte Brescia 8 a 2), briscola in 4, 5 e addirittura 6 persone, lupus in tabula e momenti canori (con canzoni che ognuno canta in modo diverso).

E tra i ricordi di questa settimana non possono mancare il pranzo alle 11 e 15 a Val Bione, il ponte che “veloci a fare la foto prima che crolla”, i 7 volontari del passo Linge che non hanno mai faticato così tanto per un tè e un caffè, i pranzi e le cene sempre abbondantissimi, i balli nella “balera” di Temù, l’urlo  “macchinaaaaaaaaaaaa” che arrivava in continuazione dalle retrovie durante le passeggiate, il post-cena con delitto in cui Padre Gigi si è scoperto un detective migliore di Don Matteo,la fila per le docce che durava più della fila alle poste, i piatti che si moltiplicavano man mano che si lavavano e tutti i vari momenti in cui ci siamo sentiti veramente orgogliosi di far parte della stessa comunità…
 

L'autore

Padre Stefano

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