La Messa dei giovani (un’esperienza da ripetere)

Ma chi lo dice che la Chiesa è roba per vecchi?
Senza offesa per tutte le persone anziane che in maniera pia e devota riempiono la Chiesa durante tutta la settimana,questa è sicuramente una delle obiezioni più ricorrenti da parte di quei ragazzi lontani dall’ambiente parrocchiale e che accampano scuse per non avvicinarcisi.
La risposta a questa domanda Regina Pacis l’ha data il 14 novembre con “la messa dei giovani”.

Tre gli ingredienti principali di questo importante appuntamento:
1. il luogo della celebrazione, il teatro: è stato scelto perché fosse il più informale possibile
2. il sacerdote, Padre Stefano: ha avuto il coraggio di lanciare questa “sfida” e di tradurre la consueta messa della domenica in una celebrazione a misura dei giovani,più vicina nel linguaggio e nei segni al mondo giovanile
3. soprattutto loro, i giovani, l’elemento principale di tutto l’evento: circa 60 tra liceali e universitari (più qualche genitore curioso)
Per rispondere alla domanda iniziale è bene analizzare questo dato: 60 è esattamente 1/10 delle persone presenti in chiesa alla messa delle 10:30 (circa 600)…apparentemente è un po’ poco,ma se si considera la fascia di età piuttosto ristretta a cui era rivolto l’invito (dieci anni di differenza tra il più piccolo adolescente e il più grande universitario presente in teatro), indubbiamente è un buon risultato!
Si potrebbero fare delle riflessioni sul fatto che una parrocchia che,sul territorio, conta circa 10000 abitanti in chiesa ne vede solo un migliaio nell’arco delle varie messe(è interessante notare anche qui il rapporto di 1 a 10) ma per il momento godiamoci il successo, anche un po’ inatteso, di questa prima messa dei giovani.
A completare la ricetta di questo successo, ai tre ingredienti principali citati prima bisogna aggiungere tre importanti spezie:
1. il coro: i giovani che solitamente animano la messa delle 10:30 hanno abbracciato chitarre elettriche,tastiere, basso e batteria trasformandosi in una vera e propria rock band e hanno interpretato i canti che solitamente propongono la domenica mattina in uno stile più moderno. Ecco,per esempio, che il “Santo libero” assume sonorità dance con grande stupore visibile sulle facce dei presenti in sala
2. la multimedialità: il Salmo è stato sostituito da una canzone di Nek (“Se non ami”) accompagnata da immagini proiettate sullo schermo del teatro e il vangelo della domenica è stato proclamato da un video pubblicato su youtube
3. L’orario: le 18:30 hanno sicuramente aiutato tutti i ragazzi che fanno fatica a svegliarsi presto anche la domenica mattina(qualcuno non ci crederà,probabilmente gli stessi che credono che la Chiesa sia roba per vecchi,ma anche i giovani cristiani sanno divertirsi e non rinunciano a uscire il sabato sera con gli amici)
ALEX

L'autore

Padre Stefano

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