Domenica 21: preghiera per i cristiani del Medio Oriente


La Conferenza Episcopale Italiana ha indetto per domenica 21 novembre una giornata di preghiera in tutte le diocesi d’Italia per i cristiani perseguitati in Iraq e per i loro persecutori.

Il pensiero andrà in particolare ai cristiani dell’Iraq uccisi, rapiti, perseguitati, costretti alla fuga, come nei primi secoli del cristianesimo. Agli uomini, alle donne, ai bambini, ai sacerdoti brutalmente trucidati, con assurda violenza, domenica 31 ottobre nella cattedrale di Nostra Signora del perpetuo soccorso a Bagdad, mentre erano riuniti in preghiera. Alle famiglie di quella terra che, per aver testimoniato l’amore a Gesù, sono inseguite sin dentro alle case con i più micidiali strumenti di distruzione. In Iraq è in atto una strategia del terrore per cacciare i cristiani. Una strategia che ha già prodotto un esodo senza precedenti che mette a repentaglio il futuro del cristianesimo in una terra che fu tra le prime ad accogliere il Vangelo.

Domenica 21 novembre pregheremo per i cristiani dell’Iraq, della Turchia, del Pakistan, dell’India, della Cina, della Corea del Nord, del Sudan, dell’Africa nera perché il Signore li sostenga nella difficile prova e perché doni anche a noi il coraggio di essere testimoni limpidi di Gesù in questo mondo che Lo rifiuta. Invocheremo la misericordia del Signore per i persecutori, perché non si perdano nell’odio. Chiederemo al Signore che illumini la mente e i cuori dei governanti perchè ovunque nel mondo sia riconosciuta ad ogni uomo la libertà di cercare e amare la verità, di testimoniare in modo pubblico la bellezza dell’incontro con Gesù e cessi ogni tentativo di negare rilevanza sociale all’esperienza cristiana. Pregheremo anche per la liberazione della giovane madre cristiana Asia Bibi, condannata a morte in base all’iniqua legge antiblasfemia, usata in Pakistan come strumento per perseguitare le minoranze religiose.
In occasione della conclusione del Sinodo per il Medio Oriente Benedetto XVI ha definito la libertà religiosa “uno dei diritti fondamentali della persona umana che ogni Stato dovrebbe sempre rispettare”. “Allargare questo spazio di libertà diventa un’esigenza per garantire a tutti gli appartenenti alle varie comunità religiose la vera libertà di vivere e professare la propria fede”.

L'autore

Padre Stefano

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