Monsignor Selvadagi nuovo vescovo per il settore Ovest

Monsignor Paolo Selvadagi è il nuovo vescovo ausiliare per il settore Ovest della diocesi. Romano, 67 anni che compirà il prossimo 12 luglio, era da un anno parroco alla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, non lontano dalla sede del Vicariato di Roma. Proprio qui, nella sala al terzo piano del Palazzo Lateranense, oggi, venerdì 14 giugno, a mezzogiorno, in contemporanea con la Sala stampa della Santa Sede, il cardinale vicario ha annunciato la nomina di Papa Francesco, che ha assegnato a monsignor Selvadagi la sede titolare di Salpi. Davanti ai vescovi ausiliari, ai direttori degli Uffici del Vicariato e al personale della Curia diocesana, il cardinale Vallini ha ripercorso il profilo biografico del nuovo presule.

«Sono molto contento di questo dono del Santo Padre – ha detto -. È una delle primizie del suo pontificato. Un dono per la sua diocesi, verso cui mostra attenzione, premura, vicinanza effettiva, fin dall’inizio del suo ministero». Monsignor Selvadagi, che ha ringraziato Papa Francesco per il «privilegio» della nomina e il cardinale Vallini per la «stima e considerazione» sempre dimostrate, è nato e cresciuto nel settore Ovest di cui avrà la cura pastorale e dove succede a monsignor Tuzia, nominato un anno fa alla guida della diocesi di Orvieto-Todi. Il sacerdote ha detto infatti di portare nel cuore la parrocchia della sua infanzia e della giovinezza, Santa Paola Romana alla Balduina, «per il senso vissuto di comunità solidale che mi ha lasciato impresso nell’animo».
Monsignor Selvadagi ha frequentato il Pontificio Seminario Romano, ha conseguito il dottorato in teologia alla Lateranense e la laurea in filosofia alla Sapienza. Nel 1988 è stato nominato Cappellano di Sua Santità e nel 2009 Prelato d’Onore di Sua Santità. È stato assistente, direttore spirituale e vice-rettore del Seminario Romano Minore, che ha poi guidato per 24 anni. Ha insegnato «fino ad oggi», ha precisato il cardinale Vallini, come professore di filosofia alla Lateranense. Un incarico vissuto con passione dal 1982 davvero fino all’ultimo giorno: ancora oggi, infatti, monsignor Selvadagi è stato impegnato, sia al mattino che al pomeriggio, in sessioni di esami alla Lateranense, l’università che – ha confessato – «ha accompagnato la mia vita sacerdotale e l’ha profondamente marcata».
Il nuovo presule è stato anche assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica diocesana, dopo essere stato vice assistente diocesano dell’Acr, per volontà del cardinale Poletti che lo aveva ordinato sacerdote l’8 dicembre del 1972. Un ricordo è andato a lui come agli altri cardinali vicari della sua vita, «padri nel mio servizio sacerdotale»: Traglia, che gli ha conferito la cresima, e Ruini, che lo ha confermato rettore del Minore e direttore del Centro diocesano vocazioni e lo ha voluto alla guida dell’Ecclesia Mater, l’Istituto superiore di Scienze religiose di cui è stato preside dal 1997 al 2003.
Monsignor Selvadagi, che è stato anche membro del Consiglio presbiterale diocesano ed è primicerio dell’arciconfraternita della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e degli Agonizzanti, negli ultimi quattro anni ha vissuto in maniera diretta l’esperienza pastorale da parroco, prima a San Giovanni Crisostomo (Talenti) e poi alla Natività. Sarà consacrato vescovo dal cardinale Vallini sabato 7 settembre alle 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Nell’attesa ha chiesto «il semplice dono di una preghiera».

L'autore

Padre Stefano

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