LA PARROCCHIA ORA E’ PIU’ POVERA. Chiude la comunità romana delle Suore Figlie di Sant’Eusebio

Forse il loro nome vi dice poco, ma sicuramente i loro volti sono noti: quelli di Suor Maria Piera e di Suor Adelia, e per chi ha memoria, quelli di Suor Celeste, di Suor Rosa e di altre ancora prima di loro. Molti le hanno conosciute nel loro appartamento di via Barrili e nel servizio quotidiano che hanno reso per tanti anni nella nostra parrocchia. Ora la casa viene chiusa e il loro servizio viene reso in altre comunità: Suor Piera, l’infaticabile infermiera, a Vercelli, nella casa madre; Suor Adelia, da noi catechista e volontaria della caritas, in provincia di Padova,  paese dal quale proviene.
Le ringraziamo per aver quotidianamente pregato con noi, animato le liturgie, aiutato in tanti servizi, essere state presenti in tante iniziative parrocchiali.
Il nostro quartiere, ricco di case religiose, si impoverisce per la loro partenza, ma gode dell’eredità spirituale che lasciano.
La loro comunità nasce a Vercelli nel 1899, fondata da un sacerdote, p. Dario Bognetti, e una suora, Madre Eusebia (al secolo Luigina Arrigoni) con lo scopo principale di assistere disabili gravi, invalidi ed anziani. Il loro servizio si allargherà anche nei confronti dei bambini e in opere missionarie in Congo, Perù e Brasile. La loro è una piccola realtà religiosa che conta, nel mondo, un centinaio di suore, e che ispirandosi a San’Eusebio, vescovo di Vercelli e tra i primi a promuovere presso il suo clero la vita comune, le porta a vivere in stretta comunione con le comunità parrocchiali in cui dimorano.

L'autore

Padre Stefano

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