IL VOLTO GIOVANILE DI UNA BELLA SETTANTENNE

In un contesto sociale ben poco roseo, la nostra Chiesa parrocchiale, festeggiando i suoi 70 anni di vita (80 da che è stata eletta a Parrocchia), fa bella mostra anche dei suoi giovani.

Con trepidazione si prepara proprio in questi giorni ad accompagnare i circa 40 adolescenti di 3° media che il 2 dicembre riceveranno la Cresima, nella breve attesa che altri 40 arrivino a ricevere questo sacramento il 10 febbraio prossimo. Per loro c’è la proposta del dopo-cresima: un itinerario di fede e di amicizia che prosegue con incontri ed attività che stiamo già da tempo pensando.
Il contesto poco roseo di cui accennavo è quello che si riscontra ovunque di una fuga dei giovani dalla Chiesa e dalla fede in generale. Un libro recente scritto da un noto pastoralista, Armando Matteo, parla della “prima generazione incredula”, indifferente rispetto alla questione della fede e, soprattutto, della pratica religiosa.

Scrive l’autore: “Gli attuali ventenni e trentenni sono la prima generazione incredula dell’Occidente: una generazione che non vive contro il Dio e la Chiesa di Gesù, ma senza il Dio e la Chiesa di Gesù e vive addirittura la propria ricerca di spiritualità senza questo Dio e senza questa Chiesa”. Chiama in causa i loro genitori che “hanno continuato a chiedere per i loro figli i sacramenti della fede ma senza fede nei sacramenti, hanno portato i figli in Chiesa ma non hanno portato la Chiesa ai loro figli, hanno favorito l’ora di religione ma hanno ridotto la religione a una questione di ora. Hanno imposto una divergenza netta tra le istruzioni per vivere e quelle per credere, per cui la frequentazione della vita in parrocchia, dell’oratorio e della scuola di religione risultano un semplice passo obbligato per l’ingresso nella società degli adulti. In sostanza non hanno più dato spazio alla cura della fede dei propri figli”.

Per fortuna (ma sarebbe meglio dire per dono divino) notiamo molte eccezioni tra le tante famiglie che, anche in mezzo a noi, si sforzano di andare controcorrente e che testimoniano ai loro figli una fede matura ed autentica. Tante famiglie frequentano il nostro oratorio e credono nel progetto che portiamo avanti. Tanti adulti sono impegnati in prima linea come catechisti e animatori, tanti altri rispondono con generosità alle proposte che vengono fatte. L’oratorio è ogni giorni pieno di bambini, di ragazzi e di genitori che approfittano dei bei spazi che vengono offerti per giocare e ritrovarsi insieme, delle proposte sportive che vi vengono svolte (non solo il calcetto, ma anche il pattinaggio artistico, il basket in inglese, i corsi di ballo, di teatro, di musica…). Non mancano inoltre giornate di animazione, pranzi comunitari, luoghi adibiti per feste di compleanno, proposte cinematografiche e teatrali, incontri di formazione…

Un tempo di grazia è in particolare l’estate con il grest che, per tre settimane, coinvolge più di 200 bambini e una cinquantina di animatori adolescenti. Questa esperienza entusiasmante, pur con numeri ridotti, prosegue nei campi estivi che vengono ogni anno proposti per i bambini delle elementari, per i ragazzi delle medie e per gli adolescenti delle scuole superiori (oltre che per le famiglie stesse).

Decine di giovani sono presenti anche durante l’anno nei gruppi di formazione e nelle attività di servizio e di animazione che vengono proposte:
      Un piccolo gruppo del dopo-cresima di 1° superiore si ritrova ogni venerdì e si confronta su tematiche relative alla fede;

      Un numeroso gruppo che và dalla 2° alla 5° superiore si ritrova ogni domenica sera e sta, in questi mesi, preparando un musical, Grease, che speriamo di presentarvi all’inizio del prossimo anno;

      Un piccolo gruppo di universitari si ritrova mensilmente con i loro coetanei delle altre parrocchie romane affidate ai Cric (sono in tutto una cinquantina) per confrontarsi su tematiche relative alla fede;

      Diversi giovani appartenenti a questi gruppi, o anche indipendente da essi, sono inoltre impegnati in Parrocchia con il coro che anima la Messa delle 10.30 (ritrovandosi ogni martedì sera), oppure sono catechisti, animatori, collaboratori in diversi servizi.
Con loro stiamo organizzando l’accoglienza delle migliaia di giovani che la comunità di Taizè, in collaborazione con la Diocesi di Roma, radunerà a Roma dal 28 dicembre al 2 gennaio (e vi invitiamo ancora a dare loro ospitalità nelle vostre case). Con loro stiamo sognando di partecipare alla prossima Giornata della Gioventù che si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile, a fine luglio. Sarà, fra l’altro, l’occasione per fare una esperienza missionaria in mezzo alle comunità Cric presenti in quel paese (in Goiania, nel centro del Brasile).

Siamo orgogliosi dei giovani della nostra comunità, ma anche consapevoli delle difficoltà, delle fragilità e delle contraddizioni che si trovano spesso a vivere. Della generale scarsa presenza dei giovani a Messa, del fatto che metà dei bambini che ricevono la 1° Comunione non proseguono neanche il cammino per la Cresima, che quest’ultimi, in gran parte, non li rivedremo più se non, quando va’ bene, al momento del loro matrimonio o per il battesimo dei loro figli. Di fronte alle tentazioni di scoraggiamento o di affidarsi a operazioni di marketing religioso, riteniamo che il Signore ci chieda di essere prima di tutto testimoni gioiosi e coerenti della fede che abbiamo ricevuto, uomini e donne capaci, come Gesù (o almeno tentando di seguirne l’esempio), di relazionarci con gli altri con sincero interesse e attenzione, impegnati a costruire una comunità fraterna affabile e affascinante, capace di coinvolgere e accogliere quanti vorranno farne parte.

Che il Signore benedica i nostri sogni e i nostri sforzi (e perdoni le nostre mancanze e le nostre incoerenze) con la sua presenza e il suo amore!

P. Stefano Liberti, viceparroco.

L'autore

Padre Stefano

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